A Roccella Ionica concerti e master class di musica classica con musicisti e allievi di varie parti del mondo

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La musica come linguaggio universale e ponte per unire i popoli di culture diverse. E’ su questo solco che si innesta il progetto “La cinque giorni della musica classica”  frutto della collaborazione tra Pro Loco Roccella@Sviluppo, Associazione Condokore, “Mediterranean Musical Encounters” ed i comuni di Roccella e Sant’Ilario,  allo scopo di valorizzare i borghi del territorio calabrese attraverso una serie di master class  e concerti tenuti da artisti di fama internazionale e studenti provenienti da varie nazioni.

Il  progetto è stato presentato nella sala polifunzionale dell’ex chiesa Matrice di Palazzo Carafa in una conferenza sul tema “La musica che unisce i popoli” a cui hanno preso parte il presidente della locale Pro Loco Pietro Riitano, il sindaco di Roccella Ionica Giuseppe Certomà, l’assessore comunale alla Cultura Bruna Falcone, il prof. Mike Shirvani, docente di musica da camera di origini iraniane, la figlia Leila Shirvani, violoncellista e ideatrice, insieme al  padre ed al compositore e direttore d’orchestra Enrico Melozzi dell’iniziativa, le docenti Maria Teresa Carunchio e Nazli Barhshayesm.

Il Primo Cittadino Certomà nel portare i saluti  ai presenti,  tra cui il folto gruppo di ospiti coinvolto nel progetto (circa 50 persone tra studenti e docenti provenienti da Cina, Iran, Giappone, Inghilterra e Italia), ha ringraziato la Pro Loco per aver riaperto una finestra sulla musica classica, genere molto seguito in passato nella cittadina grazie alle stagioni concertistiche promosse dall’Associazione culturale jonica.

“E’ una iniziativa nata un anno fa e in continua crescita che la nostra associazione ha voluto sostenere nuovamente per rafforzare il sodalizio con Condoianni e l’associazione Condokore presieduta  da Pasquale Caminiti, ma soprattutto perché fermamente convinti che le emozioni suscitate dal linguaggio della musica sono le vie basilari per costruire un dialogo e un confronto che portino ad un’autentica armonia tra i popoli, in un mondo in cui sempre più spesso ricorrono parole che trasmettono valori negativi  come guerra, odio e razzismo”,  ha spiegato nel suo intervento Pietro Riitano.

Sulla stessa lunghezza d’onda, in merito al ruolo della musica come linguaggio universale che fa da ponte all’unione di persone di culture diverse,  l’assessore Buna Falcone la quale,  allargando la riflessione sul fenomeno attuale delle migrazioni e ricordando l’impegno dell’amministrazione roccellese nell’offrire la prima assistenza ai migranti che sbarcano al porto,  ha rilanciato l’importanza di una politica di apertura, citando un recente messaggio di  mons. Giancarlo Bregantini secondo il quale “è   necessario aprirci all’altro dal punto di vista umano  perché solo questo favorisce la creazione del senso più autentico di comunità”.

Significativo l’intervento di Iszla Barhshayesm,  docente di arpa persiana, impegnata anche in progetti di pace tra i popoli, che ha accompagnato un gruppo di suoi allievi iraniani per dare loro la possibilità di studiare in Italia ed ha testimoniato le difficoltà delle donne in Iran,  tra cui la figlia che studia canto (ha interpretato per l’occasione un  canto tradizionale a cappella) di esibirsi in pubblico.

Nella stessa location si è poi tenuto,  in serata,  un applaudito concerto con Agne Keblite, Martina Antognozzi e gli allievi delle master class di arpa dei “Mediterranean musical encounters”.

Il prossimo appuntamento è in programma il 3 settembre al convento dei Minimi alle ore 22 .

Stefania Parrone